Monday, October 23, 2006

Cenni storici sul Rugby pavese

Il connubio tra rugby ed università a Pavia ha radici antiche e profonde, risale infatti agli anni 30, si perde quindi nella notte dei tempi della storia della pallovale italiana. Fu infatti un gruppo di pionieri del nostro sport che tra il 1933 ed il 1934 entusiasmati da alcuni incontri di esibizione svoltisi nella nostra provincia negli anni addietro fondò la squadra di rugby del G.U.F (Gioventù, universitaria, fascista) Pavia.
Il rugby in Italia aveva si e no dieci anni di vita e questi atleti volenterosi e, a dir poco impavidi, posero le basi della storia di uno sport che vive tuttora nella nostra città e nel nostro ateneo. Si disputarono quindi alcune amichevoli di preparazione ad un vero e proprio campionato cui la squadra si iscrisse nel 1935. (campionato di promozione).
La prima partita di suddetto torneo fu infatti giocata a Pavia dal G.U.F locale al campo comunale e vide la compagine di casa pareggiare zero a zero contro il ben più esperto G.U.F Milano. La gara si disputò dinnanzi ad un pubblico numeroso, ma talmente ignorante delle regole del gioco che l’allenatore pavese Guidobono dovette procurarsi un microfono con cui spiegare ciò che succedeva in campo alla gente accorsa allo stadio. Era la squadra dei fratelli Tibaldi, di Desigis, di Pambianco il capitano, di Dompè. Per circa un quinquennio quindi i “goliardi” Pavesi si cimentarono in numerose competizioni, che andavano dai campionati federali alla partecipazione ai giochi littoriali, agli incontri tra gli istituti superiori e le facoltà universitarie.
Il primo vero e proprio ricambio generazionale si ebbe tra il 1938 ed il 1939. Gli ormai “vecchi” pionieri del rugby pavese ormai laureatisi, cedettero il posto ad alcuni giocatori più giovani, che costituirono il nucleo di quella fantastica squadra che conquistò nel 1940/41 il diritto a partecipare al campionato di divisione nazionale A.
La serie A fu disputata per due stagioni tra il 1941 ed il 1943. Caduto il regime fascista La squadra fu ricostituita subito nel primo dopoguerra con la denominazione di A.S.U.P (Associazione Studenti Universitari Pavesi) Pavia. Di questo gruppo facevano parte i fratelli Molina, Lucio Sollazzi, il pilone Caramella, Frendi, Natalino Tagliapietra, e quel Giancarlo Merlati che diverrà in seguito uno dei punti di forza della mischia dell’Amatori Milano.
Cambiando differenti denominazioni (rugby Pavia, e soprattutto C.U.S ) sotto la guida del tecnico milanese Testoni l’attività prosegui sino alla prima metà degli anni cinquanta; tra gli atleti di questo periodo vi furono lo scrittore Mino Milani, e l’ex lottatore Luigi Borgarelli che diverrà poi il massaggiatore del C.U.S negli anni 60 e 70.
Nella seconda metà degli anni 50 purtroppo una terribile crisi investirà tutto lo sport pavese (fallimento del Pavia calcio prima e della pallacanestro Pavia poi) crisi cui purtroppo non riuscirà a sottrarsi il rugby. La squadra per qualche anno infatti non fece più attività.
Nella prima metà degli anni sessanta sotto la spinta di alcuni giovani entusiasti (G. Boemi, L. Della Fiore, V. Monti per citarne alcuni) si ricostitui la sezione rugby del C.U.S Pavia . Ripresero così regolarmente i campionati federali (serie C), e sotto la guida dei tecnici milanesi Scarcerle e Pellegrini alcuni giovani atleti pavesi (P. Pasetti, N.Raimondi, Schinelli e Beltrami) furono convocati nelle rappresentative giovanili regionali e nazionali.
Nel decennio successivo, abbandonato il vecchio campo Tenti fu costruito un campo solo per il rugby in località Cravino, la squadra quindi, forte del nuovo impianto ebbe un periodo di crescita notevole coadiuvata dall’abile opera del dirigente Osvaldo Rossi. In questi anni altri giovani Noè, Carcano, Casirola e il figlio d’arte Raffa, vestirono la maglia delle selezioni nazionali e regionali giovanili.
Gli inizi degli anni ottanta videro ricostituirsi attorno alla figura carismatica dell’allenatore giocatore inglese W. Cook una compagine competitiva; la quale nella stagione 83/84 sfiorò di un nonnulla la promozione in serie C1 (La C unica era frattanto stata suddivisa in C1 e C2). Dopo l’ennesimo ricambio generazionale, la compagine gialloblù tornò ad ottenere dei buoni risultati agonistici (playoff per la C1 e vittoria del trofeo interregionale di serie C nella stagione 1987/88) e soprattutto furono poste le basi per la costituzione di settori giovanili organizzati.
Agli inizi degli anni novanta vi fu un ulteriore crescita del movimento rugbistico pavese. Sotto la guida dell’allora giovane allenatore giocatore Marco Pisati, forte di un gruppo di giocatori di buona qualità il C.U.S Pavia rugby ottenne nella stagione 92/93 la sospirata promozione in serie C1. Questa categoria fu mantenuta per quattro stagioni, sino alla rocambolesca retrocessione nel 96/97. In questo periodo indossò la maglia degli universitari pavesi l’attuale centro della nazionale Christian Stoica.
Dopo un periodo di ringiovanimento dell’organico seniores, affidata la squadra all’attuale allenatore Gaetano Prini nella stagione 99/00 il 15 Pavese riconquistò la promozione in serie C1 consentendo al “vecchio” tallonatore Tarlarini di ottenere la sua seconda promozione con la maglia gialloblù nel suo ultimo anno agonistico.
Al termine di una entusiasmante stagione, il Cus Pavia conquista nel 2004, sempre sotto la guida di Prini, la storica promozione in Serie B, categoria in cui disputa anche il campionato successivo.
La stagione 2005/2006, complice la partenza di alcuni giocatori cussini per la categoria superiore (Nicol, Pallaro e Braschi, tutti passati in club di Serie A), si conclude con la retrocessione in Serie C.
Ed è da qui, dal girone di Elite della Serie C lombarda che riparte il nuovo campionato 2006/2007 del Cus Pavia, con l'inserimento di molti giovani provenienti dal vivaio pavese, per garantire un nuovo futuro alla società.

autore: Marco Pietro Pisati
aggiornamento: F. Preda